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Dhyana: yoga e meditazione

Ho scelto di concludere l’anno con dei post di “riflessione” e questo mi porta a parlare del tema della meditazione.
 
“Dhayna”, in sanscrito, significa “meditazione”. Nello yoga non è intesa nel senso di una pratica, non è semplicemente un qualcosa che si fa. Si fanno le asana, si vibra un mantra, si pratica una respirazione. La meditazione invece, è, un atteggiamento. È un punto d’arrivo dello yoga: implica orientare la verso un obiettivo, senza dare peso a ogni altra sensazione fisica e mentale. È il risultato della pratica, per vivere il momento presente: con le asana porto in corpo a vivere in posizioni particolari, che gli fanno accettare una condizione diversa da quella abituale. Con i mantra porto vibrazioni diverse in me. Col pranayama, educo il respiro a essere intenso e profondo.
 
Con la pratica regolare dello yoga, l'obiettivo è che il meditare diventi une stato di vita, legato al momento presente. Stare nel qui e ora, proprio noi che siamo sempre preda di “elastici simbolici”, che ci lanciano verso quello che accadrà in futuro, oppure ci intrappolano nei vissuti e nelle esperienze del passato.

Statua di Patanjali, autore del primo testo di Yoga (India),

 
Per noi occidentali la meditazione è qualcosa di anomalo: ci fa pensare al monaco isolato dal mondo, al saggio che siede pacato.

Sono immagini di individui che possono permettersi di vivere nel presente, di lavorare su di loro per avere mente e corpo orientate in un’unica direzione.

Piscina al 20esimo piano, San Paolo (Brasile)

A noi noi no.. anzi, la meditazione ci sembra qualcosa di terribilmente difficile e contrario alla nostra vita, fatta di problemi concreti e di impegni che si accavallano, di imprevisti. Eventualmente associata a foto di relax in luoghi esotici bellissimi oppure di lusso. 

Perchè abbiamo come soluzione i momenti di pausa, le vacanze, l’attimo di stacco. Come se la nostra vita fosse fatta di tuffi, apnea e nuoto sotto l’acqua, quindi emersione, relax a bordo vasca, poi un tuffo e via di nuovo.

Eppure.. io credo che chi corre abbia sperimentato la meditazione molte volte..… Se ci pensate, è l’atteggiamento che teniamo in gara, è quello dell’ultimo km, è quello che ci porta fuori da un momento di crisi… Tutti noi abbiamo la meditazione nella nostra vita, magari senza esserne consapevoli! Quando siamo concentrati nel qui e ora, assorbiti da un film, da un racconto, da una partita.

La pratica yoga, quindi, può aiutarci a recuperare questo “essere meditanti” che sperimentiamo per caso come renderlo uno stile di vita. Per i momenti difficili, proprio per quelli. Ma anche per vivere a pieno le gioie, che sono una parte importante della vita!

PS Una bella lettura per le vacanze di Natale? "Commento agli yoga sutra di Pantanjali", scritto dal Maestro B.K.S.Iyengar. E' un modo avvincente scoprire lo yoga nella sua unicità. Il link porta all'edizione on line, che ne consente una lettura parziale.