3000 in pista a FEDERICO e CINZIA
Alla Roccolo Run, trionfa GIUSEPPE DUCHINI

10K del Mugello 2018

Occhi fissi sul semaforo in attesa del segnale di inizio. Ma a scalpitare dietro la riga bianconera della partenza non ci sono motori e cavalli ma migliaia di scalpitanti podisti pronti a darsi battaglia su una pista decisamente diversa da quella a cui siamo abituati pensare..

Mugello, basta solo il nome per evocare nella memoria i ricordi di sfide epiche del motociclismo, di razzi che sfrecciano a oltre 340 km/h sul rettilineo. Lo stesso rettilineo che al semaforo verde affrontiamo pieni di entusiasmo e  grinta. E subito mi rendo conto  che in tv non sembra così in pendenza, non si intravede nemmeno la San Donato. Fortuna che ci sono i cartelli che indicano la distanza della curva... un po' come i segni delle piste di atletica no?!



Nonostante l'obiettivo fosse quello di divertirmi senza aspettative di prestazione dettato da qualche fastidio, non resisto: provo a stare nel gruppo di testa anche se i primi hanno già un po' di margine. Per farlo mi butto sul cordolo.

Entro in modalità “on board” mentre guido... ehm corro alternandomi a colpi di sorpassi coi miei avversari. Mi concedo comunque il piacere di guardarmi attorno: cielo azzurro, colline e paesaggi meravigliosi e questo nastro nero che con dolcezza segue le avversità del terreno che lo accoglie.

Oddio: proprio con dolcezza non direi: siamo alle curve dell'arrabbiata. Vi assicuro che in TV non rende l'idea, salita dura che mette in crisi un po' tutti ma non il sottoscritto che riesce a guadagnare la quarta posizione temporanea.

Continuando a correre, cercando la traiettoria ottimale (manco stessi correndo contro il tempo sul tartan di qualche pista d'atletica) giungo all'ultima curva: alzo lo sguardo verso la prima parte del tracciato. Stupore! Un'invasione di pista, di colori, di gente di sorrisi... è uno spettacolo, che mi fa accelerare sul rettilineo infinito e mi fionda nel secondo giro. Il serpentone di persone sembra aprirsi al mio passaggio e non rallenta il ritmo, anzi i complimenti danno carica. Ancora una volta all'arrabbiata sferro l'attacco ai danni di un avversario che aveva cercato di rientrare. Con la paura di  un altro attacco, tiro fuori tutti i cavalli a disposizione e riesco a mantenere la posizione fino alla bandiera a scacchi (davvero!!! troppo figo!).

Tiro fiato, bevo qualcosa... non è la prima volta che capita ma rimango sempre colpito: in quell'istante la radio sta trasmettendo una canzone che dice “devi fare ciò che ti fa stare bene”! E con un sorriso più grande del mio viso parto contromano incrociando gli occhi degli altri partecipanti fino a trovare quelli del socio di questa avventura, alla sua prima gara. Insieme andiamo avanti fino al traguardo. E l'aver condiviso questa esperienza accresce ancora di più le mie emozioni. Ma non è ancora finita: tempo di cambiarsi e per le premiazioni sono chiamato sul podio. Si si proprio il podio dove abbiamo visto i vari Rossi e soci.

E mentre cantavo l'inno nazionale e mi guardavo attorno stavo imprimendo un ricordo splendido nella mia mente e nel mio cuore.

Direi che come esordio stagionale non avrei potuto chiedere o sperare di più!