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La CardaRosa e il ritorno della Regina

È quasi passata una settimana.

Una settimana piena di tanti sorprendenti traguardi per la nostra società.

Soprattutto grazie al settore giovanile, che migliora record sociali e personali, che vince circuiti importanti, che ripaga genitori  e allenatori per l'impegno che sempre mettono nel sostenere questi atleti in erba, che sono il nostro orgoglio.

Non me ne vogliano i ragazzi, ma è stata la settimana della CardaRosa.

Di Imen che batte il record sociale dei 100m con quel 13”04 che fa sognare di abbattere il muro dei 13 secondi.

Di Elena che s'impegna, lotta e migliora, di Martina che è sempre più una velocista promettente.

Ma questa è stata la settimana che ha visto mettere la parola fine ad uno dei circuiti più avvincenti della nostra provincia.

Quel giro del Varesotto che è sinonimo di battaglia, corse tirate fino all'ultimo metro, gare sugli avversari e arrivi senza fiato.

Quest'anno la nostra compagine rosa è stata sorprendente.
 
Dalla vittoria di categoria di Francesca Mazzacani, che ci regala un articolo avvincente sulla sua prestazione e condivide la gioia con sua figlia Lara Rossi 4a nella categoria esordienti A.
 
Alla vittoria senza dubbio alcuno per Amelia Inglese, esordiente B, che corre le sue gare con determinazione e grinta.
 
Fino ad arrivare a Marta Durani che per essere un'esordiente C ha una gestione gara da atleta navigata, lei studia, controlla, lascia alle avversarie campo libero per poi batterle, grazie ad un sapiente risparmio di forze, sempre sorridendo, dal primo metro all'ultimo.
 
L'ultima tappa del Giro è stata una tappa importante per noi, per i nostri colori, per quelle quote rosa già così incredibilmente protagoniste.

È infatti stato l'esordio con la nostra maglia della regina.

Dopo mesi di allenamenti alternativi, di una voglia di correre che non poteva esprimersi a causa di un infortunio che l'ha fermata, Claudia Gelsomino corre la sua prima Gara.

E lo fa al giro, quel giro che l'aveva, giustamente, premiata alla prima tappa, per le sue imprese nel circuito.

Inutile dire che per noi averla in Cardatletica significa tante cose.

Che un'atleta del suo livello abbia stima di noi, che la nostra piccola società, in cui nessuno è un numero ma tutti, atleti, famigliari, genitori, sono parte fondamentale di un tessuto, viola verde e bianco, che sta diventando molto resistente e soprattutto che stiamo crescendo con i valori che ci eravamo proposti.

Ci spiace molto per l'infortunio che ci ha negato di vedere Claudia correre, cosa che amavamo a prescindere dalla canottiera, ma il suo rientro, nel giorno in cui tre delle nostre atlete vincono il giro, è emblematico.

È un monito a non mollare ottenuto il risultato, è un insegnamento prezioso per le nostre ragazze, e per tutti.

L'insegnamento che anche un campione di razza può incappare in stop improvvisi, ma che l'obbiettivo deve essere rialzarsi, prendersi i propri tempi, ascoltare il proprio corpo e la gente che ci ama, per poi tornare più caparbi e forti di prima.

Claudia ci ha regalato momenti bellissimi, bellissimo è stato vederla spuntare in mezzo agli arrivi maschili, così minuta e indomita, con quella treccia bionda che è ormai il suo tratto distintivo.

Grazie Claudia, grazie ragazze, siamo sicuri che sarete uno stimolo reciproco e una gioia per i nostri occhi!