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MEZZA MARATONA DI TRINO 2020

Si è svolta domenica, a Trino Vercellese, la 14a edizione della Mezza Maratona Terre d'Acqua, valevole come campionato regionale sulla distanza; alla gara hanno partecipato 378 atleti ed al 65° posto si è piazzato il nostro GIUSEPPE DUCHINI, che ha fatto siglare un crono di 1h18'01" (suo real time dal passaggio sotto l'arco di partenza in 1h17'45").

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Sono consapevole che ci sono cose più importanti che correre, la salute in primis, il lavoro, la famiglia ecc. ma in questo anno difficile per qualcuno di noi correre è stata e lo sarà, la valvola di sfogo per non implodere.

Quest’anno ogni obiettivo prefissato è saltato di volta in volta, anche solo pochi giorni prima della data, vanificando o quasi gli allenamenti quotidiani pianificati per il raggiungimento del risultato. Tenere alta la motivazione mi ha permesso di non mollare mai e di essere sempre con la testa “sul pezzo”.

Tra i vari desideri che avevo per il 2020 c’era anche quello di fare il PB sulla distanza regina, un crono che sicuramente per l’impegno che ci metto, mi spetterebbe di diritto. Ho puntato diverse maratone in Italia e fantasticando anche fuori dai confini, ma nulla da fare. Anche l’ultima speranza (ne avevo poche ma non ho mai mollato) della Maratona di Reggio Emilia è svanita con il vincolo del tempo di accredito minimo che io non posseggo... per ora.

In questo deserto di gare, spunta dal nulla una Mezza Maratona nel vicino paese di Trino in provincia di Vercelli, il volantino che la pubblicizza parla di iscrizioni con eventuale rimborso in caso di annullamento e io, come credo molti altri, ho pensato che sarebbe sfumata all’ultimo.

Domenica 13 si avvicina e le notizie provenienti dagli organizzatori sui social sono di continue conferme 
sullo svolgimento. I protocolli, le autorità e le condizioni sono tutte a favore, decido di iscrivermi e provare finalmente a indossare un pettorale, la condizione per correre una mezza non ce l’ho ma i kilometri nelle gambe non mi mancano.

Non mi sembra vero, tornare a preparare la borsa per la corsa domenicale è stranissimo, sono eccitato e un po’ preoccupato, chissà cosa mi aspetterà?

Domenica 13 (il coach non avrebbe mai corso in questo giorno ah,ah,ah) sveglia presto e colazione da 
campione come se fosse la gara della vita, partenza con margine per arrivare comodi, non si sa mai.



Nebbione “da paura” conferma che siamo in mezzo alle risaie e al nulla, l’arrivo a Trino mi fa intuire che dove sarà sarà il percorso, correremo in mezzo alle campagne.

Manca circa un’ora alla partenza e i partecipanti arrivano tutti in maniera composta a parcheggiare nelle vie 
limitrofe al palazzetto adibito al ritiro pacco gara. Tutti ligi alle regole scritte e al buon senso, indossiamo la mascherina e cerchiamo di mantenere le distanze minime. La zona partenza incomincia ad animarsi, il riscaldamento mai come ora è indispensabile, il freddo si fa sentire.

C’è anche l’Arturo di podisti.net e la tentazione di farsi scattare una fotografia in gruppo è tanta, quasi tutti per quei pochi istanti davanti all’obiettivo mostrano il sorriso, per poi tornare ligi ad indossare quello che ormai siamo abituati a portare quotidianamente a protezione nostra e altrui. Sì, è vero, non si dovrebbe mai abbassare la guardia.

FOTO di ARTURO BARBIERI < QUI L'AMBUM COMPLETO >

L’ora è oramai giunta, siamo in griglia e ogni runner ha preso il posto su un “segnaposto” appositamente disegnato a terra per mantenere il distanziamento, mascherina indossata da tenere almeno fino ai 500 metri, adrenalina, countdown e si parte.

21.097 metri di pensieri, gambe che girano, fiato corto e cuore, tanto cuore.



I colori sono stati onorati, ho dato tutto quello che potevo dare fino all’ultimo metro. Non è stata certo la 
mia migliore performance ma è stata sicuramente una boccata d’ossigeno in un anno di affanno.

Magari non tutti condivideranno la mia scelta di correre in mezzo ad altra gente e lo accetto, ma posso chiedervi di credermi se vi dico che mi sono sentito più sicuro ieri che in molte altre situazioni che quotidianamente vivo. Ci tengo a precisare che non è uno slogan per abbassare la guardia.

Il 2021 si avvicina e spero vivamente che questo periodo di clausura finisca presto! Non vedo l’ora di potervi riabbracciare veramente, senza quel distanziamento che ci sta un po’ sfiancando ma che non ci impedisce di sentirci comunque vicini come Cardatleti e come Amici.