Per Pasquetta Gara Sociale a Casterno di Robecco

Trataka, una pratica a lume di candela.

Uno dei miei primi ricordi della mia meravigliosa insegnante di Hatha Yoga, Leila Adra, è l'invito a



utilizzare le candele accese per le feste natalizie, per scoprire una  pratica particolare.  Dopo tanti anni, questo post l'ho scritto risentendo ancora le sue spiegazioni in mente, e per questo la ringrazio!
 
Trataka, in sanscrito, vuol dire "guardare, fissare", ed è una pratica  in cui si fissa l'attenzione su un oggetto. Può essere un punto disegnato sul muro,  la punta del naso, oppure un'immagine sacra (una suora di origine indiana mi disse che praticava Trataka davanti a immagini di santi cui era devota).
 
Si può praticare Trataka anche concentrando l'attenzione sulla luce di una candela accesa. In questo modo, si sviluppa la concentrazione, si rafforzano gli occhi ("Con lo yoga esercitate il nervo ottico!" dice Leila), e porta un profondo rilassamento. Gli occhi sono una delle principali porte di accesso al mondo esterno, e con questa pratica ci aiutano a fermare il flusso del pensiero che spesso ci tormenta.

 
In cosa consiste Trataka:
  1. Accendiamo una candela in una stanza buia, con grande cura della sicurezza nostra e dell'ambiente (evitare gatti attorno... per esperienza personale!). La fiamma va posta  all'altezza degli occhi, a una distanza circa 40 cm. Togliere gli occhiali e, soprattutto, le lenti a contatto.
  2. Sediamoci in una posizione comoda, che consenta di stare fermi immobili, con la schiena ben eretta - va benissimo stare in vajrasana oppure su una sedia.
  3. Iniziamo chiudendo gli occhi, e facciamo respiri lunghi, lenti e profondi. Con calma, rilassiamo il corpo e lasciamo che si sciolgano le tensioni.
  4. Restando immobili, apriamo  gli occhi e fissiamo la fiamma della candela, resistendo senza sbattere le ciglia o muovere le pupille, nonostante il bruciore. Fissando la candela, occhi iniziano a lacrimare, ed è un processo di pulizia. E' importante ricordare di respirare e non contrarsi: non è una guerra con gli occhi che si vogliono chiudere, è una pratica di serenità!
  5. Quando sentiamo bruciore intenso e fatica negli occhi, li chiudiamo e ci concentriamo sull'immagine che resta fissa sulla retina (come quando guardiamo il sole).
  6. Appena l'immagine svanisce, riapriamo gli occhi e fissiamo di nuovo la candela.  Si può iniziare a praticare Trataka per qualche minuto, e aumentare via via il tempo.
  7. Infine, diamo agli occhi chiusi qualche minuto di riposo praticando il "palming", che consiste in sfregare i palmi delle mani e poggiargli sugli occhi chiusi (Leila ci direbbe che è ideale per gli studenti... e per chi legge tanto, magari al pc).
Solitamente, pratico Trataka dopo una serie di asana (magari post corsa) e  scelgo come momento la sera, non solo per rilassarmi ma anche per rivedere le immagini del giorno che  sono rimaste impresse nella mia mente, e farle scivolar via, andando verso una notte serena.
 
Questi sono i giorni più bui dell'anno, e possiamo approfittare del buio e di una piccola luce per stare meglio!